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Cruisers
 Nautikit Forum :Barche :Cruisers  
Message Icon Topic: Radius Chine in composito Rispondi Invia un nuovo messaggio
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drmacchius
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Quota drmacchius Replybullet Topic: Radius Chine in composito
    Posted: 12 Nov 2017 alle 16:49
Spero che Crispilo non mi mandi a....farmi benedire.
Cercando di informazioni in rete sui materiali coi piani di studio sul suo sito mi sono imbattuto in un fornitore olandese ( http://www.dutchmarinepanels.com/panels/lightweight-sandwich-panels/ ) che fornisce compensati Marini customizzati in base alle dell‘ acquirente, realizzando materiali compositi dalle proprietá più disparate. Guardando sul sito nautiexpo ho visto che non sono gli unici.

E adesso arriva la speculazione.
La costruzione Radius chine è stata ideata per cercare di creare scafi „curvi“, utilizzando lastre (di multistrato o metallo) piatte, ottenendo scafi più performanti e rigidi di quelli a spigolo e decisamente più semplici (e quindi più rapidi ed economici ) da costruire rispetto a metodiche che permettono di realizzare maggiore variabilità di forma.
La barca perfetta non esiste e le costruzioni in acciao, alluminio e legno hanno tutte i propri pro è contro.

Se si considera però solo il peso, la rigidità e l‘ isolamento termo/acustico il legno ha enormi vantaggi rispetto al metallo, cosa che è un indubbio vantaggio per barche da crociera, l‘ alluminio invece presenta l‘enorme vantaggio di deformarsi in caso di urto senza spezzarsi, cosa che è un indubbio vantaggio per una barca oceanica, che rischia di affondare per colpa di oggetti galleggianti non identificati o magari urtando il Riff dove non è ben descritto dalle carte.

Adesso la domanda:
Ma utilizzando per la costruzione di barche in Radius chine invece che il normale multistrato Marino , uno composito in cui sono presenti strati di alluminio o polipropilene ad alta densità (che dovrebbero essere rispettivamente deformabili ed elastici) si riuscirebbe a dare a una rigidissima costruzione in plywood/fibra un minimo di deformabilità in caso di urto limitando le falle o lasciando più tempo per limitarne i danni?

Anche se dubito che anche lasciando più superficialmente un‘anima di alluminio sia tecnicamente possibile saldare le lastre di alluminio di due tavole adiacenti senza rovinare il legno del composito, le singole tavole che compongono lo scafo avrebbero almeno una lamina deformabile, che in caso di rottura o perdita della rigidità permetterebbe ancora una minima barriera all‘ ingresso dell‘anqua ( un po‘ come nei vetri antisfondamento delle gioiellerie) e comunque si protrebbe rinforzare le ciunzioni tra le tavole inserendo delle strisce di materiale devormabile.

La cosa potrebbe avere un senso ed essere fattibile o vi è la fregatura da qualche parte? Fa strano che ancora non ci abbia pensato nessuno.

Al momento mi sto interessando per una barca in strip planking ma se la cosa fosse fattibile e avere un senso concreto, magari mi orienterei più su una barca in Radius chine e cercherei di sportivizzare per esempio Irundo 750

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crispilo
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Quota crispilo Replybullet Posted: 13 Nov 2017 alle 00:00
guarda, Dr. Macchius, io sono solo un umile designer di barche che un hobbista può costruire divertendosi, senza affondarsi il conto in banca e con le caaacità di un hobbista medio;
per un operaio specializzato della lockheed che di mestiere fa i pannelli in composito per gli F35 credo che le mie barche siano evolute circa quanto le trireme greche;
può darsi che dei pannelli simili possano essere utilizzati proficuamente, io ho dubbi che possano essere usati facilmente per costruire uno scafo in maniera competitiva rispetto ad altri materiali , e quando dico competitiva intendo in termnini di costi e ore di costruzione e skills richieste;
perchè, per capirci, se devi usarli per ottenere uno scafo più pesante di uno in nomex e prepreg e per giunta complicarti la vita rispetto al top dei compositi, spendendo lo stesso e con un livello di skills richieste simili, la cosa ha zero senso, stai reinventando la ruota.
Può darsi che una sorta di CFlex in composito legno-alluminio abbia un senso, ammesso e non concesso che riesca a saldare degli skin di 1 mm circa di alluminio incollati su un pannello in legno senza far prendere fuoco al tutto. Poi rimane il problema che i pannelli non possono essere rigidi più di tanto fuori opera, altrimenti semplicemente non li riesci a piegare per costruire lo scafo.
Se hai notizie di utilizzi simili in quasiasi campo postale che son curioso.

Un paio di anni fa un cliente mi chiese di progettargli un monoscafo armato a cat di 8 m con l'idea fissa di costruirlo con dei pannelli simili in composito, made in Germany, li fanno sulle tue specifiche del laminato, decidi grammatura delle pelli, strati, orientazione, tutto, e loro te li producono in pannelli sino ad 8 metri ; una figata totale, praticamente un C flex custom fatto in sotto vuoto con epoxy , pvc come core, e multiassiali di vetro, per una barca con scafo a spigolo, bello, che gran bello !

Poi chiese dei preventivi. E la barca virò al più plebeo compensato marino.   

p.s: a mio parere, non sono uno specialista in materia, la "mitica" capacità dell alluminio di assorbire urti con deformazioni plastiche richiede che di alluminio ce ne sie un bel pò, lamiere da almeno 4-5 mm o più, e libero di deformarsi, sotto questi spessori la capacità rientra nel campo del mito, almeno per quello che concerne un urto di una barca con un UFO.
www.modernwoodenboat.com
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drmacchius
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Quota drmacchius Replybullet Posted: 13 Nov 2017 alle 22:27
Originally posted by crispilo

guarda, Dr. Macchius, io sono solo un umile designer di barche che un hobbista può costruire divertendosi, senza affondarsi il conto in banca e con le caaacità di un hobbista medio;
per un operaio specializzato della lockheed che di mestiere fa i pannelli in composito per gli F35 credo che le mie barche siano evolute circa quanto le trireme greche;
può darsi che dei pannelli simili possano essere utilizzati proficuamente, io ho dubbi che possano essere usati facilmente per costruire uno scafo in maniera competitiva rispetto ad altri materiali , e quando dico competitiva intendo in termnini di costi e ore di costruzione e skills richieste;
perchè, per capirci, se devi usarli per ottenere uno scafo più pesante di uno in nomex e prepreg e per giunta complicarti la vita rispetto al top dei compositi, spendendo lo stesso e con un livello di skills richieste simili, la cosa ha zero senso, stai reinventando la ruota.
Può darsi che una sorta di CFlex in composito legno-alluminio abbia un senso, ammesso e non concesso che riesca a saldare degli skin di 1 mm circa di alluminio incollati su un pannello in legno senza far prendere fuoco al tutto. Poi rimane il problema che i pannelli non possono essere rigidi più di tanto fuori opera, altrimenti semplicemente non li riesci a piegare per costruire lo scafo.
Se hai notizie di utilizzi simili in quasiasi campo postale che son curioso.

Un paio di anni fa un cliente mi chiese di progettargli un monoscafo armato a cat di 8 m con l'idea fissa di costruirlo con dei pannelli simili in composito, made in Germany, li fanno sulle tue specifiche del laminato, decidi grammatura delle pelli, strati, orientazione, tutto, e loro te li producono in pannelli sino ad 8 metri ; una figata totale, praticamente un C flex custom fatto in sotto vuoto con epoxy , pvc come core, e multiassiali di vetro, per una barca con scafo a spigolo, bello, che gran bello !

Poi chiese dei preventivi. E la barca virò al più plebeo compensato marino.   

p.s: a mio parere, non sono uno specialista in materia, la "mitica" capacità dell alluminio di assorbire urti con deformazioni plastiche richiede che di alluminio ce ne sie un bel pò, lamiere da almeno 4-5 mm o più, e libero di deformarsi, sotto questi spessori la capacità rientra nel campo del mito, almeno per quello che concerne un urto di una barca con un UFO.


Sospettavo che il fattore economico giocasse un ruolo. Da profano non mi sembra impossibile realizzare delle „speed strip“ a doppia smussatura o tagliati a „incastro“ in materiali compositi ( che so, 3 strati da 0,5 mm di alluminio, ricoperti da due lamine da 1 mm di cedro rosso che vanno a separare due strati da 3 mm di Probalsa. Le strisce si lascerebbero disporre ad incastro e andrebbero solo tagliate: tecnicamente non mi sembra nè complesso nè irrealizzabile industrialmente. Certo che le strisce da strip planking devono avere un prezzo in proporzione al peso paragonabile ai prodotti da gioielleria che farebbe costare la barca quanto un sangermani fatto su ordinazione lungo il doppio non ha senso. Se avessi un‘ azienda che produce compositi proporrei un prodotto del genere perché credo protrebbe avere un seguito pure nel mercato nautico commerciale in quanto in strip planking si avrebbe velocità di realizzazione, leggerezza e robustezza abbattendo notevolmente i costi, ma credo che se la cosa fosse fatta su ordinazione i costi si decuplicherebbero. D’altronde, se 80 anni fa, se un progettista avesse chiesto a una falegnameria di realizzargli del multistrato Marino, credo che in proporzione lo avrebbe pagato molto più di oggi.
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crispilo
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Quota crispilo Replybullet Posted: 13 Nov 2017 alle 23:01
come diceva quella pubblicità: "just do it"



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