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Titolo: alluminio + epossidica
Messaggio inviato il: 27/04/04 14:38
Autore: Lucio Ippolto
Totale risposte: 7
Messaggi:
Sono tentato a sperimentare la possibilità di costruire uno scafo intorno a gli 8m. in alluminio con caratteristiche meccaniche non marine, e ricoprirlo in epossidica.Vorrei sapere se è possibile, tecnicamente, e come reaggirebbe da un punto di vista strutturale l'accoppiamento. Ci sono esperienze in tal senso gia effettuate? Si potrebbe usare una rete metallica su di una struttura e ricoprirla in epossidica? E' un pò come ricordare le barche in cemento, solo con materiali diversi.

Risposte:
27/04/04 20:38  - Crispilo

cosa intendi per caratteristiche meccaniche non marine?? L'epoxy avrebbe compiti strutturali o solo di protezione (costosetta non trovi???)? tieni presente che l'epoxy si usa o per proteggere il legno e "sigillarlo" o per laminazioni pregiate, altrimenti di norma si usa resina poliestere o vinilestere per laminazioni standard. Che tipologia di barca vorresti costruire??
Facci sapere

ciao Crispilo


27/04/04 23:48  - Enrico

Perchè non comperare l'alluminio in lega 5083 o 5754? costa poco di più delle altre leghe meno marine...
A dire il vero il prezzo dovrebbe essere lo stesso; sempre di lega di alu si tratta, potrebbe essere poco + caro solo per il fatto di avere "caratteristiche marine" ... viene utilizzato nell'industria automobilistica, alimentare (le lattine della c.... cola per es.), ecc.. quindi molto comune nel mercato.
Il nome commerciale è peralluman.
Ciao
EG


27/04/04 23:56  - Leo

Ciao Enrico, ben tornato.
Che mi dici degli adesivi epossidici? Li usi sull'alluminio? Come?

Ciao
Leo


28/04/04 15:41  - Lucio Ippolto

Sono contento che il mio messaggio ha avuto delle risposte che giudico molto iteressanti e che mi incoraggiano a precisare quali sono i miei intenti ed interessi nella ricerca nautica, in quanto considero (l'oggetto barca ) più importante che andare per mare nel vero senso della parola. Quando seguo le regate della Coppa America, non mi interessa chi vincerà la (Brocca) ma quali evoluzioni tecniche hanno subito le barche. Tornando al quesito sull'uso dell'alluminio, intendevo usare l'epossidica come protezione,, ma non so se "lega" bene o se sia opportuno altro tipo di resina. Il tipo di barca a cui mi riferivo è quello a carena dislocante un pò alla "Sciarrelli". Anzi perchcè non mi date un bel sito con i disegni di una sua barca?


28/04/04 18:20  - Crispilo

eh, eh, dubito che troverai un progetto di Sciarrelli free on-line, ma nel caso fammelo sapere ;-) comunque credo che usare l'epoxy per proteggere l'alluminiio sia un pò costoso, Fabrizio o Enrico ci diranno se per la loro esperienza è praticamente fattibile. Quanto alla "old smug" affascina anche medal punto di vista tecnico-agonisitco, ma poi mi rendo conto che è una formula assai ristretta tecnoligicamente a certi campi; ovvero molte delle più innovative soluzioni esperesse negli ultimi anni sono bloccate dal regolamento, e così dove si può lavorare liberi (soprattutto fluidodinamica) si rasentano livelli folli di raffinatezza per ottenere barche che, almeno tra le 5-6 al top, vanno praticamente come monotipi, mah :-// dal punto di vista tecnico le regate oceaniche offrono un panorama più stimolante

ciao Crispilo


28/04/04 23:02  - Leo

Puoi proteggere l'alluminio con un fondi e stucchi a base epossidica.

Noi consigliamo i prodotti professionali dell'International:
il fondo Interprime 820:
http://www.nautikit.com/detail.asp?PRODUCT_ID=318.820
e lo stucco Interfill 830:
http://www.nautikit.com/detail.asp?PRODUCT_ID=305.830

Senza nulla togliere a Sciarrelli, uno dei più bravi progettisti italiani, hai visto le barche di Dudley Dix che proponiamo noi?

Pratique 35:
http://www.nautikit.com/Prat35.htm
Può essere costruita in alluminio con carena tonda radius chine

Shearwater 39:
http://www.nautikit.com/sh39.htm
Una barca da crociera dalle linee classiche ed eleganti

Vickers 45AC:
http://www.nautikit.com/vick45.htm
Un moderno pilothouse cutter.

Del Vickers 45 puoi vedere la bella costruzione di Stefano:
http://www.nautikit.com/Didi/vick45co01.htm

Ciao
Leo


01/05/04 11:13  - Enrico

Ciao Leo, Ciao a tutti Voi del Forum...
Rispondo a Leo nella sua precedente: "Che mi dici degli adesivi epossidici? Li usi sull'alluminio? Come?"

Come per tutti i metalli i cicli di protezione, verniciatura, sigillatura, incollaggio, ecc
i risultati migliori si ottengono utilizzando prodotti a base di resina epossidica, dai primer d'ancoraggio, stucchi, paste adesive, finiture, e sigillature; questi composti si possono confezionare "in casa" utilizzando una base epossidica (la resina) alla quale aggiungeremo oltre che all'induritore (chiamato impropriamente catalizzatore) degli addensanti, cariche inerti e pigmenti in varie proporzioni per la realizzazione di stucchi e vernici protettive, leggermente diluita e pigmentata come primer d'ancoraggio, piuttosto caricata di inerti ed addensanti (ma anche di fibre, le sfilacciature ;-) ) per incollaggi e riempimenti.
Un discorso a parte meritano le sigillature, il + delle volte piuttosto che ai composti epossidici si preferiscono quelli poliuretanici monocomponente per caratteristiche elevate di sigillatura in zone suscettibili di deformazioni o vibrazioni, questi composti sono generalmente disponibili in confezione estrudibile con una normale pistola da silicone, il corpo della "cartuccia" è generalmente in alluminio con chiusura ermetica sia dalla parte del beccuccio (come i tubetti di farmaco) che dalla parte del pistone (apertura come una scatoletta di tonno). Spesso si trova all'interno nella parte posteriore un sacchettino (ma anche sfusi) di granelli di gel dissecante, questo per evitare la polimerazione che avviene per reazione con l'umidità presente nell'aria, perciò se li applicate in ambienti freschi, ventilati ed asciutti (es. condizionati o deumidificati)... aspettatevi tempi lunghi di asciugatura, mentre in atmosfere umide e relativamente calde (praticamente la mia zona, pianura padana) i tempi si riducono notevolmente creando a volte dei problemi per l'applicazione e la modellazione nei giunti lunghi.
Il confezionamento "in casa" e l'applicazione di composti a base di resina epossidica non è difficile, basta seguire le normali precauzioni di sicurezza individuali: tuta in sintetico usa e getta, guanti antiolio (ce ne sono di sottili), occhiali con protezione laterale e mascherina antifumi-polvere con filtraggio a carboni attivi (e non ardenti come ho sentito una volta richiedere) Ricordatevi che i rischi non derivano solo dalla manipolazione di prodotti chimici ovvero problemi per il contatto di materiale con la pelle, ingestione o inalazione di vapori o fumi; ma anche dall'uso di srtumenti ed elettroutensili quali mescolatori ed impastatori, occho agli schizzi! Attenzione anche agli effetti della polimerazione, spesso la reazione genera calore tanto + il prodotto è puro (poco diluito e caricato) che concentrato in spazi ristretti e poco ventilati: riscada di + un giunto o un riempimento che una rasatura, stuccature sottile; praticamente inavvertibile per una verniciatura o stesura di primer.
Un consiglio: giocare al piccolo chimico non fa risparmiare + di tanto, ci sono nel mercato dei prodotti già formulati per le vostre esigenze, garantiti nella composizione e sperimentati in milioni di applicazioni; se non avete una buona manualità ed esperienza nella miscelazione dei componenti di base evitate di sprecare soldi per acquisirla, le prime esperienze possono essere soldi buttati, quelli che risparmiate dal formulato industriale.
Però è anche vero che la soddisfazione di crearsi tutto sulla barca è grande, proprio come il confezionarsi in proprio le vele per esempio, o costruirsi i remi, i bozzelli, ecc. ... oltre ovviamente che allo scafo!
Ciao
EG



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