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CAPE CHARLES 32

  

 

Il fascino delle barche tradizionali "Pilot Cutter" inglesi 

in una moderna interpretazione dello scafo in lapstrake

 

Grandi spazi interni in un cruiser d'altura per la famiglia 

Un pozzetto comodo, protetto e molto spazioso

 

Cutter aurico o Marconi, chiglia lunga zavorrata

motore motore entrobordo, timone esterno

 

Adatta all'autocostruzione o a una rapida 

ed economica realizzazione professionale
 

Sorella maggiore della Serie Cape Cutter: 

Cape Cutter 19, Cape Henry 21, Cape May 25
 

  

 

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Il Cape Charles 32 è il nuovo disegno della serie Cape, creata sulle linee classiche dei Cutter tradizionali inglesi e iniziata con il Cape Cutter 19.  Quella piccola barca si è subito dimostrata sicura, marina e sorprendentemente veloce, oltreché robusta e facile da costruire. Grazie al suo successo sono subito arrivate richieste per scafi più grandi, cosicché sono nati in successione  il Cape Henry 21, il Cape May 25 ed ora il Cape  Charles 32. Questo nuovo progetto è per una grande barca da crociera, comoda, marina, particolarmente indicata per Mare Adriatico, Laguna Veneta, o comunque per baie, laghi e piccoli porti ove sia richiesto un basso pescaggio per navigazioni, approdi e ancoraggi in bassi fondali. 

 

 

 Dudley Dix iniziò a disegnare il Cape Charles 32 già qualche anno fa  ma il cliente che lo  aveva commissionato passò a miglior vita quando il progetto era ancora ai disegni preliminari, per cui fu accantonato (ne demmo notizia sul Nautikit Forum nel 2007: Topic: Cape Charles 32 ). Lo scorso anno fu ripreso ma si sviluppò in  un modo leggermente diverso, su indicazioni di un nuovo cliente: ora il layout interno deriva direttamente dal Didi 950, il nostro racer oceanico disegnato sui regolamenti della Classe 950. Il cliente era rimasto colpito dagli interni del 950 ma desiderava una barca diversa, con linee tradizionali sullo stile della serie Cape. Il confronto tra il layout del 950 e del Cape Charles mostrava degli spazi interni molto simili, benché le barche fossero completamente diverse tra loro. Ciò permise a Dudley Dix di  riprendere il progetto del Cape Charles ripartendo dal dimensionamento base degli interni, tenendo conto ovviamente del diverso carico di lavoro e dalle diverse esigenze di navigazione del nuovo scafo.

  

 

 

 

 

   

 

Gli scafi di questa serie di disegni sono concepiti sulle linee dei tradizionali battelli a vela da lavoro inglesi, soggetti a tante moderne interpretazioni dei concetti base. Sono costruzioni in lapstrake con il compensato marino, in strisce sovrapposte per  produrre uno scafo molto equilibrato. Nella costruzione in lapstrake gli spigoli sono accentuati in una sorta di gradini tra striscia e striscia  cosicché se le linee di giunzione non sono corrette, lo scafo risulterà poco aggraziato. La cura che Dudley ha posto nel Cape Cutter 19, il primo e più piccolo della serie, è stata di beneficio per tutte le sorelle maggiori.

 

 Il Cape Charles 32 è costruito su paratie permanenti in compensato marino e ha il paramezzale (sempre in compensato marino) che corre dal dritto di prua e attraversa la culla del motore. Chiglia, paramezzale, culla motore, paratie, correnti  e specchio di poppa  formano quella struttura tanto cara alle costruzioni dell'aeronautica leggera che gli anglosassoni chiamano "egg-crate" (letteralmente "cestino delle uva"), molto facile da assemblare con l'utilizzo di resine epossidiche e di nastri e tessuti e-glass di rinforzo. Inoltre i correnti forniscono una solida base sugli spigoli di giunzione tra le strisce dello scafo lapstrake e sulle sagome di compensato che formeranno la coperta. Tutto l'insieme formerà un monolite di solidità, leggerezza e robustezza eccezionali.

 

  

 

 

 

 

 

Le caratteristiche dello scafo assicurano ottime performance in tutte le condizioni di vento: la lunghezza al galleggiamento quasi uguale a quella fuori tutto permette migliori velocità con barca a pieno carico . La prua fine e le linee a spigolo assicurano un ottimo passo con vento teso e onda formata. La progressiva larghezza verso le sezioni alte fino alla coperta dona alla barca un'ottima galleggiabilità, ampi volumi in cabina e un pozzetto asciutto per crociere confortevoli. Benché la larghezza al baglio massimo  sia la stessa del Didi 950, la maggior altezza del bordo permette più grandi capacità di carico senza che ne sia compromessa la stabilità in navigazione. La poppa moderatamente larga perdona molti errori alle andature portanti, offre grandi spazi in pozzetto con panche comode e asciutte  per l'equipaggio, infine dona alla barca un equilibrio generale nella distribuzione dei pesi in crociera. 

 

  

L'armo a Gaff prevede una randa a picco alto, così da migliorare l'efficienza nella bolina. Il piani velico prevede due vele di prua: un genoa e un Yankee con rollafiocco. Il rig Marconi segue la tendenza moderna di una randa ad ampia superficie  con piccole vele di prua e un bompresso retrattile per uno spi asimmetrico. L'albero, poggiato sulla larga tuga, può essere abbattuto per passaggi in canali o sotto eventuali ponti. non è necessario rimuovere il boma. L'albero del Gaff è in legno, costruito con il metodo  "birdsmout"; quello per il Marconi può essere in alluminio o carbonio a due crocette con volanti.

  

 

armo a Gaff 

rig Marconi

 

 

 

 

 

Nei piani di costruzione sono compresi i disegni 1:1 in Mylar delle paratie. Sono offerti come optional i disegni 1:1 in Mylar delle sagome di scafo e coperta. E' possibile anche fornire il file CAD di taglio ad aziende  interessate alla realizzazione di un Kit. Sono necessari 20 fogli di compensato marino (okoume) da 6mm e 52 fogli da 12mm, più i tranciati in massello (mogano, meranti, Douglas o simili) per correnti, bagli e madieri, ed altri particolari. Servono inoltre  circa 150 litri di resina epossidica SP106 e relative cariche inerti, 1 rotolo di nastro e-glass 150mm e circa 50mq di tessuto e-glass biassiale da 600g/mq. Resine, cariche e tessuti e-glass di rinforzo sono disponibili sul nostro catalogo on-line, con un conveniente rapporto prezzo/qualità.
La costruzione, semplificata grazie al moderno metodo costruttivo, è alla portata di un buon autocostruttore con una discreta esperienza di bricolage. Un cantiere nautico  professionale o un artigiano del legno saranno in grado di costruire il Cape Charles 32 in tempi molto brevi, con un notevole risparmio sulla manodopera.

 

 

 

 

 

 Caratteristiche 

 

Lunghezza fuori tutto 

9,57m

Lunghezza   al  galleggiamento

9,075m

Larghezza al baglio massimo

3,63m

Immersione

1,2m 

Dislocamento

5200kg 

Chiglia / zavorra

1750kg

Superficie bagnata
17,01mq

rapporto di immersione

173kg/cm

Superficie velica Gaff (randa + genoa)

64,04mq

Superficie velica Marconi (randa+Jib)

66,95mq

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

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